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LUTTO

Con grande commozione il Dipartimento di Informatica ha appreso della scomparsa di uno dei suoi fondatori,  il prof. Stefano Levialdi, pioniere dell’informatica in Italia e accademico di classe.  Nato a Roma, ma cresciuto in Argentina a causa delle persecuzioni razziali, sin dalla laurea conseguita verso la fine degli anni ’50 si è occupato di problematiche di intelligenza artificiale, interesse successivamente sfociato nello studio di problemi di pattern recognition, di visione artificiale e di interazione uomo-macchina (HCI).

Fondamentali per l’informatica italiana le sue iniziative istituzionali, che hanno contribuito in modo importante alla nascita e allo sviluppo di intere comunità di studiosi. Fondatore del capitolo italiano dello IAPR (International Association for Pattern Recognition), per i suoi contributi scientifici ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. Nel 1988 è stato nominato Fellow della IEEE  e successivamente, Fellow della IAPR (1994). E’ stato tra i primissimi in Italia a promuovere la ricerca sull’Interazione Uomo-Macchina (HCI), altro ambito nel quale ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti: Fellow della VL/HCC nel 2008 e, nel 2011,  la KSI Fellowship alla carriera.

Promotore di iniziative accademiche che sono diventate punti di riferimento nel panorama internazionale, Stefano Levialdi è stato tra i fondatori del convegno AVI (Advanced Visual Interfaces) e del Journal of Visual Languages and Computing (Elsevier).

Trasferitosi a Roma alla Sapienza all’inizio degli anni ’80 dopo esperienze in vari paesi, ha continuato la sua opera instancabile che lo ha portato ad essere, tra mille difficoltà, uno dei fondatori del Dipartimento di Informatica, al cui sviluppo ha molto contribuito nel corso del tempo. Stefano Levialdi amava molto i giovani e l’insegnamento.

Cosmopolita e cittadino del mondo, innovatore infaticabile, inguaribile ottimista tra le avversità,  Stefano Levialdi amava la vita. Ci mancherà.

RIP